L'uomo che è solo
Pino Penny
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L'uomo che è solo,si sveglia al dolore
dal quale staccarsi non può(gli è troppo legato)
lo ha dentro,la mente ne è piena;nemmeno
un pensiero gioioso:ormai non c'è il posto.
Ci sono i ricordi,ma a che vale pensarli..
è una vita passata,che tornare non può.
Troppo è cambiato,tutto è diverso,meno che
l'ostinazione a vivere...povero illuso!
Ma perchè lui non può,non deve:
non ne avrebbe il diritto?
Se è rimasto l'uomo,non è riconosciuto.
ne è considerato.Scartato:così si sente.
Avvilito da quando si sveglia,fino al dormire
e nel mentre,cerca di passare il giorno..
tutto da solo,chiuso nel suo dolore.
©
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L'autore
Pino Penny
Nato il 12-08-48(del novecento) a Rivoli prov.di torino in italia-europa-mondo-vialattea. mediocre ma variegato.abbastanza sfigato...ex..molte volte ex... a undici anni la mia prima poesia(essendo un cretino,scrivo pure adesso che ho qualche anno di più) espressionista nato.illuso ma disilluso.causa forza maggiore.
Commenti (1)
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Pasquale Mannina1 novembre 2006
Grande! Bellissima poesia.. Capisco cosa hai provato quando l'hai scritta. A rilegerti..

