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Uomini 25 agosto 2011 · lettura 2 min · 1524 letture

Ombre vive dalla cava di pomice abbandonata

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giuseppe gianpaolo casarini 1474 poesie pubblicate
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Laggiù l'azzurro mar di Lipari quassù agavi in fiore ligustri fichi d'india assenzi da corona fanno alla cava abbandonata nascondendola alla vista del viandante ammassi di bianche laviche pietraie quali immoti nel tempo spettatori di un antico di polvere sottile anfiteatro qui una sofferente umanità vi recitava il doloroso dramma della vita propria. Così tu perder lascia di cercar quale ricordo tra i cumuli di pomice spugnosa la lucente vitrea nobile scheggiata ossidiana nera la mano tosto ferma alto fissa lo sguardo ecco ancora si vedono, no non son fallaci della mente ombre, membra disfatte a cavar intente senza gemito o lamentela alcuna sotto il cocente sole e poi riporre in ceste la preziosa figlia bianca del vulcano carico e fatica portati la sera alla marina cui il sensal dalla bilancia falsa moneta iniqua darà al fin di una giornata in agonia vissuta l'atavico morso della fame rotto dei miseri la dieta mezzo filon di pane e un cetriolo spenta l'arsura della sete da bianca sospension d'acqua piovana con polvere fine lì piovuta per così di giorno in giorno l'agonia loro prolungar di una dolorosa non vissuta vita.
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A ricordo dei cavaioli della pietra pomice delle Isole Eolie: Lipari luglio 2011. " E' la misericordia di Dio che li tiene in piedi" - " Quando non sono più in grado di rendere vengono abbandonati al loro destino e messi da parte come un limone spremuto" in Riferimenti bibliografici da: Giuseppe La Greca " La storia della pomice di Lipari"-Ed. Centro Studi Eoliano- 2008

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L'autore
giuseppe gianpaolo casarini

Nato a Milano il 25-04-1940 Residente a Binasco (MI) Pensionato Dr. in Chimica Industriale M.Sc. Specialista in Scienza e Tecnica dei Fenomeni di Corrosione

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Commenti (1)

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Paolo Morganti26 agosto 2011

Leggo nella bellissima poesia la stessa sofferenza che provavo nel leggere Rosso malpelo di Giovanni Verga ove il maltrattamento subito dal ragazzo lavorante sfruttato e maltrattato nelle cave di rena rossa catanesi mi ritorna nella mente e con la poesia si fa ancora più forte il sentimento di compassione per degli onesti lavoranti sfruttati, e di odio verso biechi e timorati datori di pena e lavoro. Complimenti sentiti e la metto tra le mie preferite col segnalibro ed inoltre segnalo per la lettura veramente significativa.