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Amicizia 25 agosto 2011 · lettura 1 min · 1838 letture

Stranieri

Alessandro Labriola 270 poesie pubblicate
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Il risveglio sparge indolenti abbagli, momenti disperati di pianto ruvido: - nuova leggerezza dopo lungo tempo angosciato, sembra discendere dalle insegne sconsolate - di questo ed altri rimorsi vedo le poche piante plumbee e gravi accatastarsi alle ville. Un divario abissale di volti e di rughe; periferie, luoghi ombrosi e stagnanti... differenze improbabili - epoche innominabili l'estinguersi di un piacere agognato: memorie antiche di normalità sfuggita, di quotidiane genuinità che apparivano: sotto i peggiori monumenti dove ruggivano campane, pregando ai nostri corpi sfiniti la via del ritorno e gli odori familiari - allora provavo pietà per le ferrovie, dei ragazzi così magri senza un perché turbati dalla mia fortuna; trassero sempre un disperato appoggio una sfortunata affinità per il phatos, per le guerre solitarie - compagno della miseria accanto, sul volto siedi con me, mangiamo dalla terra frutti celestiali: preghiamo le conseguenze così profonde sulle carni graffiate - quei giorni e l'anima che Altri non vedranno mai.
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a Robert (non credo sia il suo vero nome) - Utrecht station

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Alessandro Labriola
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Commenti (3)

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C

notevole ed intensa poesia, mi complimento con l'autore, molto bella

In Venere veritas25 agosto 2011

questa è molto molto tua, intimistica... ricordi, esperienze che ritieni e finisci con quella frase finale: le conseguenze profonde che altri non vedranno mai. questa è davvero bella.

EnzoL25 agosto 2011

spesso si incontrano volti che hanno una storia sofferta, li vedo li con gli occhi vitrei e agognanti casa... una ricerca che si consuma davanti ai miei occhi... mi ci ritrovo a parlare e mi accorgo che loro esattamente non hanno più una stada certa... si sono smarriti, in quel preciso istante m'accorgo che lo smarrimento in realtà è condiviso e in egual misura simile al mio... forse siamo fratelli più di quel che crediamo... un testo riccome carico di sensibilità che mi ha regalato questa riflessione