"Via, via" lasciate che sia sterpo

Sterpo inaridito
né lacrime, né sudore
gocciolo vita.
Il mal che macera
ogni cosa
deride Ippocrate,
il suo giuramento,
schernisce la "vostra" volontà
ne pago dazio col dolore.
Via, via
asettici commessi della morte
camici bianchi cloroformizzati
Via, via
sguardi imputriditi
dal "vostro" apocrifo dolore.
Pietà negli occhi degli astanti
in segreto coltivate la speranza
di una pace "vostra" che sia mia.
Via, via
lasciate che sia sterpo
non concimate il dolore ancora
non dategli linfa per durare.
Via, via
maledetti giudici legali
lasciate che sia sterpo
che non abbia più a gocciolare.
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L'autore
leonardo d’auria
militare in pensione, sessantenne, ho riscoperto, dopo anni di anonimato interiore, il gusto di esprimere emozioni della mente.Spero di dare un'emozione a chi sente l'anonimato interiore che per tanto tempo mi ha attanagliato.
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