Emersioni lente (a mio padre)
Certi archivi si adoperano in tenacia
per ricordare ogni capoverso
ghirigorato d'oro e fiamma.
Proprio come quei tuoi vangeli in pergamena
aperti davanti alle sei assi chiuse
che sembrava quasi quel giorno in televisione
per l'uomo vestito di bianco, così bianco e morto,
già chiuso anche lui
da chiodi a perforare il dolore di chi guarda
non più il suo, non il tuo.
Ma lì c'era il vento che sfogliava,
un miracolo dicono, mormorano,
i mille e mille lì sulla piazza.
Qui no, nessun miracolo
solo due pagine fisse, fra le tante,
a ricordare quando
le dita erano agili
e perfetti gli occhi per l'armonia e il colore.
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L'autore
Amara
Non scrivo diari, neppure privati. Meno che meno lo sono i miei testi. Qualcosa di me lo troverete, inevitabilmente, ma sono forme del pensiero che provano a sorpassare le mie per andare oltre.
Commenti (2)
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omissam28 agosto 2011
...parole dettate dal vento lestofante della pura ragione... catturano e ti fan loro... confabulo con me stesso... m'architravo in giochi perenni, dopo... averti letto
marilinda santi28 agosto 2011
Per un Papa c'è il vento. Per un padre c' è una figlia che rinnova il miracolo tutte le volte che adopera "gli archivi per ricordare ogni capoverso" e ce ne fa regalo, come ora, condividendo il suo ricordo "ghirigorato d'oro e fiamma" con noi.


