Quel beffardo sorriso che deride
Implorare cercar oggi da te carezze baci
invocarli quali da te pegni per me d'amore?
Mendico poi bussar alla porta tua del cuore
che di sé il più basso infin toccar potesse amante
non amato tra gli amanti e indecoroso umiliamento?
Gioia quindi donarti di un mio d'amor tormento?
No, mai: saggio negli ingannevoli mendaci ludi
dell'amore nel tempo sai amica diventato sono:
così da come ormai da tempo tu mi guardi
come poi lo sguardo sempre da me tu levi
come beffarda tra te alfin sorridi pur io vedi
mi guardo non piango di me anch'io sorrido
sfidando ben fisso guardandoti negli occhi
quel sorriso che altro non è che maligna derisione.
Perché dunque pietire lo sappiamo entrambi
quel che di certo tu non mi potrai mai dare:
baci e carezze da te per me pegni d'amore.
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L'autore
giuseppe gianpaolo casarini
Nato a Milano il 25-04-1940 Residente a Binasco (MI) Pensionato Dr. in Chimica Industriale M.Sc. Specialista in Scienza e Tecnica dei Fenomeni di Corrosione
Commenti (1)
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Citarei Loretta Margherita31 agosto 2011
condivido il pensiero espresso in questa bellissima poesia, avendolo vissuto personalmente, complimenti