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Riflessioni 31 agosto 2011 · lettura 1 min · 3535 letture

Il mio interro

M
Moreno Tonioni 262 poesie pubblicate
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E’ del mio interro l’ubertosità del seme che germogliando rinnova lo spirito fagocitandone il disamoramento E’ dal mio interro che deriva l’uzzolo dello gnoseologismo e dell’indottrinamento quale pungolo all’attragellimento E’ il mio interro che genera l’aulico lessema catechizzante alla lambiccata lirica esautrice del neghittoso ignavo dicitore E’ del mio interro la pervicacia che ostina il redigere epistole scientemente recondite a bordare un ahimè, dissueto declamare E’ nel mio interro che germina il negletto bardo versificatore disagevole alla condiscendenza e incline all’alterigia E’ del mio interro che tu ti sfanghi per il timor di dover ponzare oltre al tuo pedissequo edonistico fare
#Potere#Orgoglio#Desiderio#Invidia#Coraggio
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L’opera raffigurata e della Epifani, in arte Rabarama.

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L'autore
Moreno Tonioni

Sono Moreno nella vita reale e never- more (assoluta negazione) quando esprimo emozioni in parole. Nato a Bologna nel settembre del 1959, vivo nelle dolciniane valli della Valsesia. Ottimo gourmet amo la buona cucina abbinata a buoni vini. Questa mia passione culinaria è stata per un importante periodo della mia vi

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Commenti (9)

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EnzoL31 agosto 2011

un testo nobile nei versi e nella riflessione, le parole ricercate e l'arguzia compositiva fanno di questa lettura una vera chicca!

Aldo Bilato31 agosto 2011

io, l'avrei messa in ribellione o in introspezione... perché da quello che ne deduco, se non con te... con qualcuno ce l'hai per forza di cose: dette e sotolineate... è la dottrina del piacere, che ci conduce sempre, verso o nell'avverso del proprio io e/o nell'ingiusto, che così ci appare e ci accompagna... forse mi sbaglio... forse è solo perché te lo volevo dire... magico nelle tue espressioni... cià*

Antonio Biancolillo31 agosto 2011

...E' dal suo... interro... che nasce il dimenticato verseggiatore nel predominante atteggiamento sferzante per spingere oltre il passivo imitare... Ed ecco il suo dir... di sfangarsi... per uscire fuori dagli schemi del far comune... Comunque... la certezza assoluta è il suo talento nel destreggiarsi nel lessico ricercato... che sa incollare il lettore... Non posso che complimentarmi...

Annamaria Barone1 settembre 2011

A volte, quando l'urlo è più forte, usiamo linguaggi più ermetici, per far sì che l'attenzione sia catturata e che con un piccolo sforzo si arrivi al nocciolo, quello semplice, di ogni cosa. E' dell'interro dell'autore lo slancio a superare il conosciuto ed abusato, in ogni campo, in ogni aspetto del vivere, da quello più personale a quello legato all'amore per la poesia, alla ricerca dei suoi lessemi, quelli desueti, quelli che rischierebbero di morire se mai più usati, ed è del profondo sentire dell'autore la rabbia o forse l fastidio verso chi, con la ragione di una fatica da affrontare va oltre senza soffermarsi nemmeno un istante a cercar di entrare in sintonia... un mordi e fuggi che lascia indietro il meglio...

Rita Stanzione1 settembre 2011

Stile come sempre di grande effetto, che attinge a un vocabolario ricercato... e nel cogliere ogni passo si viaggia nella poesia dell'autore, affascinati di certo. La riflessione è davvero interessante, invito ad uscire da certi schemi di interpretazione, per cogliere forme espressive meno ovvie. Non può che arricchire. Poesia molto apprezzata, plauso al poeta

Rita Cottone17 gennaio 2012

letta ora... che dire... usi un linguaggio molto ricco di immagini... complesso che lascia varie interpretazioni... io ci vedo desiderio e voglia di essere compresi ...richiesta inconscia di essere ricercati... dentro... di farsi esplorare per trovare e far emergere quella preziosità che è immersa nell'anima... un pezzo di puzzler da incastrare con altri pezzi... e trovare finalmente un fievolo sorriso... per se stessi... e un lembo di serenità...per sopravvivere alla vita...

Duilio Martino17 gennaio 2012

Ponzo... ma non mi sfango e non cedo al mio pedisequo edonistico fare...(con un aiutino... ma non mi sfango). Verrebbe da pensare che hai un DIAVOLO per ogni centimetro di terra... pardon... corpo... Ma in realtà trovo questa lirica di grandissimo fascino... e non credo che se ne possa trovare un'altra più appropriata per sfoggiare l'aulico lessema... che il Poeta ha germogliate e del quale porge ...(fiorito) tutta la sua fragranza. Versi ottimamente costruiti e stracolmi di senso... Si... forse è più ribellione... che riflessione... Comunque di eccezionale Beltà da infiocchettare...

Angela Fragiacomo18 gennaio 2012

io invece ponzo, ché voglio andare oltre... poiché anche se la lirica strizza l'occhio all'alterigia, in verità dice ben oltre ciò che vi si legge... appositamente "costringe" il lettore a quello sforzo in più, per comprendere ciò che non è superficiale, agito per condiscendenza, bensì per una propria attitudine ad esprimersi forbito, degna d'esser posta sotto riflettori che forse volgeranno altrove la luce... sulla commedia facilmente fruibile e disimpegnata, perdendo una chicca... ammirevole uso di termini desueti, ben articolati tra loro, tali da rendere fluida e ritmata al tempo stesso, una lettura che di primo acchito parrebbe ostica ed invece si rivela gradevolissima ed intensa. Suggestivo e molto profondo il messaggio... m'inchino!

Gianluca Regondi3 marzo 2015

Mentre registravo il vocale di questa poesia sentivo che ogni verso si incastrava perfettamente l'uno con l'altro ... perché anche l'anima è fatta di materia, una materia fatta di intuizione e musicalità ed ogni poeta viaggia con il proprio inconscio con la propria irrazionalità il tuo interro è il mio ed ognuno di noi che scrive spera che sia poesia.