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Spirituali 4 settembre 2011 · lettura 1 min · 1499 letture

Implorazione

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Claudio Toccafondi 268 poesie pubblicate
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Non un cenno di requie nel nostro tetro mondo dove, ci sembra, tace quel Verbo che, secondo gli antichi scritti, audace nemico del profondo male che insidia l'uomo, doveva a questo, in pace, fornire dal Suo duomo, con sacrificio immenso, nuovo patto ed un nòmo di fratellanza e il senso dell'odio del Demonio al Tutto ch'è propenso al duro comprendonio dell'uomo Se mostrare e il triplo Patrimonio ricordargli di amare a pena di scoprire che le lacrime amare non potranno mai aprire quella Porta serrata a chi seppe gioire solo della sfrenata voglia della più infame ricchezza, onde in malnata vita sfogasse brame bestiali. E quella voce ch'era appello al reame promesso? E quell'atroce tormento che il Tuo Verbo cui già stupro il feroce già fece ed empio nerbo? Qual mai tremenda mediti vendetta? Quale pena a chi sfida il patto antico? Torna con noi, ridacci – benedetta – la Tua potenza ed il Tuo sguardo amico.
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L'autore
Claudio Toccafondi

Sono nato (nel 1938) a Roma, dove ho sempre vissuto - salvo viaggi di diporto o di lavoro - nel rione Prati. Ho amato e amo moltissimo la mia città, visitata, fotografata e camminata assiduamente finché gli ingravescenti acciacchi non mi hanno limitato nei movimenti (a Roma se disce: a chi tocca 'n ze 'ngrugna). Scrivo

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Commenti (1)

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iezzi giampiero8 settembre 2011

A quanto pare il nostro amico comune è un gran lavoratore ... non si riposa mai con lui in giro è sempre quello le giornate grigio colorate per eventi di solitudine al secco verde speranza ... s'è stufato di noi anche l'arcobaleno. caro, che fai di bello... senza remore, nel tremore ballo un po' per non dimenticare le sue lezioni.