Implorazione
Non un cenno di requie
nel nostro tetro mondo
dove, ci sembra, tace
quel Verbo che, secondo
gli antichi scritti, audace
nemico del profondo
male che insidia l'uomo,
doveva a questo, in pace,
fornire dal Suo duomo,
con sacrificio immenso,
nuovo patto ed un nòmo
di fratellanza e il senso
dell'odio del Demonio
al Tutto ch'è propenso
al duro comprendonio
dell'uomo Se mostrare
e il triplo Patrimonio
ricordargli di amare
a pena di scoprire
che le lacrime amare
non potranno mai aprire
quella Porta serrata
a chi seppe gioire
solo della sfrenata
voglia della più infame
ricchezza, onde in malnata
vita sfogasse brame
bestiali. E quella voce
ch'era appello al reame
promesso? E quell'atroce
tormento che il Tuo Verbo
cui già stupro il feroce
già fece ed empio nerbo?
Qual mai tremenda mediti vendetta?
Quale pena a chi sfida il patto antico?
Torna con noi, ridacci – benedetta –
la Tua potenza ed il Tuo sguardo amico.
©
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L'autore
Claudio Toccafondi
Sono nato (nel 1938) a Roma, dove ho sempre vissuto - salvo viaggi di diporto o di lavoro - nel rione Prati. Ho amato e amo moltissimo la mia città, visitata, fotografata e camminata assiduamente finché gli ingravescenti acciacchi non mi hanno limitato nei movimenti (a Roma se disce: a chi tocca 'n ze 'ngrugna). Scrivo
Commenti (1)
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iezzi giampiero8 settembre 2011
A quanto pare il nostro amico comune è un gran lavoratore ... non si riposa mai con lui in giro è sempre quello le giornate grigio colorate per eventi di solitudine al secco verde speranza ... s'è stufato di noi anche l'arcobaleno. caro, che fai di bello... senza remore, nel tremore ballo un po' per non dimenticare le sue lezioni.
