- Una goccia nel cielo di settembre -
Stefano Drakul Canepa
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Nuvole scure
nel cielo di settembre
baciano lune
Lei era una nuvola, una traccia d`amore nel cielo di settembre.
Uno di quei semi volati via lontano dalla terra e accarezzati
dal maestrale, l`ombra di un vento passato a ricordo del sole.
Lei era una luna, una sposa notturna velata dall'ombra scura.
Ed io infrangevo le onde del mare, ero una pioggia malata,
acida dal tempo dei giorni di marzo, quando il fiato di primavera
è ancora carico di gelo. Ed io rimanevo a cospetto dei sogni,
senza sussurrare un ricordo che non fosse presagio di morte.
Lei era una lacrima, una di quelle gocce amare da tergere piano
finché non resta una scia di nero sul cuore e sulle guance,
finché la polvere non evapora lentamente dalle strade e dalle gote.
Lei era una dea, una luce accesa all'orizzonte delle vie notturne.
Ed io mi scioglievo fra le tenebre del giorno, stendevo promesse
e discordie al calare del tempo e domandavo, senza trovare mai
cadenze e ritmi fra le lacere risposte che il cielo sembrava negare.
Rimanevo fermo, isolato fra le cose funebri e le gioie, fra le albe.
Lei era una favola, un racconto sospirato piano per chiamare lacrime,
per amare una goccia nel cielo di settembre.
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (2)
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Antonella Modaffari Bartoli4 settembre 2011
Una nalisi di due diversità: la luce e la gioia e la incacità dell'altro di seguirne gli umori, la bellezza. Molto introspettiva e bella.
M
Massimo Pucciarelli13 dicembre 2011
Molto bella, mi inspira un pensiero "un dono non ci metta in ansia, un frutto non chiede altro a chi si dona, salvo, avere il piacere del suo morso, non si chiede se al palato sarà dolce o acido, così come natura crea esso vive" (molto apprezzata)

