Diciassettesimo compleanno
Alessandro Labriola
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Amici,
tutto era pronto ed è stato meticolosamente fatto:
illuminati i piazzali dai venti voraci
di gentilezze piumate e inizialmente flebili - dolci.
il cielo dipinto d'un rosso omicida
cingendo lune con nuvole ferite:
fedeltà e giovinezza imparagonabile,
innegabile degli scivoli e delle fontane!
Se non fosse per qualche estate suonata al vento,
degli amori e del miele rauco della Dimenticanza:
non avrei il potere di riesumare tali nobiltà
nelle comari infervorate dallo scempio
negli anfratti pelosi del tradimento, nei telai
delle congetture di lattine ammassate; povertà! - ora io
così superbo faccio un gesto con la mano:
e il muro scompare, il fiume gorgheggia fiero
sazietà e rivoluzione per le infiorescenze nuove,
- ovattate paure recitano un triste assolo
con le messe. Avrò anche solo rubato al tiepido
corteo un sorriso spiato, una mano
una seconda carezza: angeli di cotone e costosa pelliccia.
Nel massimo candore di questo rito brillante,
passò presto il prodigio; come sempre
fui restituito al disincanto e al dispiacere:
sudicia e mortificante desolazione sulle pareti,
sceso a piedi nudi dal cielo
riprendevo i miei "studi" maledetti, al buio d'una topaia qualsiasi
scopando molte volte con chi tradì
- ruggendo piano il mio dolore al mondo
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L'autore
Alessandro Labriola
Commenti (2)
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EnzoL6 settembre 2011
eh... non tornano le albe, e l'innocenza che ci fu amica... tra le feste a morir d'un fiato... non torna il sapore del cibo festeggiato di giovinezza... tutto schiarisce e s'appesantisce... lascia solo vapori d'amarezza...
M
Maria Giusti6 settembre 2011
Un telaio di ricordi, ove le immagini sono meticolosamente ricamate, la chiusa è superba! Complimenti.

