Il fragore delle foglie
poetapercaso
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Non siamo che roventi braci
che fumano sogni
sacrificati sull'altare della vita.
Tramortite mani che s'aprono
e lasciano scivolare via
l'illusione d'un mondo
che ansimava nell'attesa
spastica della nostra venuta.
E s'aprono occhi chiusi
Sul declivio greve
di perdute vite
dove bramano sogni
che non sono che menzogne
di divine ancelle
che promettono felicità
facile come un respiro
in pieni vasi dolci
all'apparente scintillio dell'alba.
Miele che bagna
labbra ingorde
che godono blasfeme
al sapore dolce
delle sue menzogne
ma divengono leste indigeste
e si scoprono fiele
che digrigna labbra
al suo sapore amaro.
Si bagnano gli occhi
di amare lacrime
mentre si raschiano i vasi
che lasciano un pugno di ricordi
e di effimeri sorrisi.
mentre
è oramai sfuggita
di mano vita
e scivoliamo
nell'oblio dei molti,
che son venuti e sono andati
senza smuovere ne nubi ne tempo
con lo stesso fragore di una foglia
che cade nello stagno
di questa vita.
©
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L'autore
poetapercaso
Commenti (1)
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In Venere veritas9 settembre 2011
leggendoti, nel corso di quest'anno ho capito cosa sia l'unione di classicismo e vero sentirselo dentro. un raro connubio.

