Cruel est le sort!
Jeannine Gérard
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* * *
"Pourquoi n'as- tu voulu
mieux me connaître?
Pourquoi ne m'en as- tu laissé
le temps?"
Sais- tu
que l'on arrive point
à l'entente
que par degré?
Encore
je conserve l'image de toi
et la joie
dans ton regard
quand tu me disais
d'admirer
le soleil se coucher
dans ce lieu enchanté.
La nuit lentement
inondait tout l'espace
et peu aprés
la lune s'étalait
dans un ciel
où les étoiles
osaient à peine
se montrer,
Dieu, quel miracle!
Combien de lieux
nous visitions...
Nette,
j'en ai la vision.
Toi,
fier,
tu m'en expliquais leur histoire.
Moi,
assoiffée de savoir,
je buvais tes paroles.
Combien je m'enrichis
ce jour là.
Ensemble,
nous marchions épuisés.
Insoutenable la chaleur.
Tu sais,
le souvenir n'est point pâli
quand tu me dis
en essuyant ton front
perlé de sueur...
"jamais je ne l'aurais fait
pour une autre".
Ingénue... ingénue,
je te crus!
C'est à ce moment là,
que tu entras dans mon cœur
et que tu n'en sortis plus.
Cruel est le sort
pour qui croit encore!
Qui pouvait imaginer
que tu mentais?
J'ignorais que la vie
aurait été aussi traîtresse...
Une ennemie chasseresse
qui te poignarde le dos...
- Savez- vous que son arme
est "l'amour"
qui sans se soucier
nous blesse? -
J'en fus sa proie!
Maudite, maudite,
elle a capturé mon âme
dans ton filet,
ne vois- tu pas que blessée
elle agonise?
Dis- moi...
Comment dois- je faire
pour la liberer et la ranimer?
Comment dois- je faire...
dis?.
.
- - - - - - - -
.
Crudele è la sorte
.
"Perché non hai voluto
conoscermi meglio?
Perché non me ne hai lasciato
il tempo?
Non sai
che si arriva
all'intesa
solo per gradi?"
Ancora conservo
l'immagine di te,
e la gioia
nel tuo sguardo
quando mi dicesti
di ammirare
il tramonto
in quel luogo
incantato.
La notte lentamente
inondava lo spazio
e poco dopo
la luna si affacciava
in un cielo
dove le stelle
osavano appena
mostrarsi,
Dio, che miracolo!
Altri luoghi
visitavamo.
Netta
ne ho la visione.
Tu,
fiero,
me ne spiegavi la storia.
Io,
assetata di sapere
bevevo le tue parole.
Quanto mi arricchii
quel giorno.
Insieme camminavamo,
stanchi.
Insostenibile
il calore.
Sai,
il ricordo
non è impallidito
quando mi dicesti
asciugandoti la fronte
imperlata di sudore:
"mai l'avrei fatto per un'altra."
Ingenua... ingenua...
ti credetti!
Lì per lì
mi entrasti nel cuore
e non ne uscisti più.
Crudele è la sorte
per chi crede ancora!
Chi poteva immaginare
che mentivi?
Ignoravo che la vita
sarebbe stata tanto traditrice...
Una nemica cacciatrice
che ti pugnala alle spalle...
- Sapete voi che la sua arma
è "l'amore"
che ci ferisce
senza impensierirsi? -
Fui la sua preda!
Maledetta... maledetta...
ha catturato la mia anima
nella tua rete.
Non vedi
che ferita agonizza?
Dimmi...
come debbo fare
per liberarla e rianimarla?
Come debbo fare...
dimmi?
* * *
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L'autore
Jeannine Gérard
Commenti (2)
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Ferny Max Curzio10 settembre 2011
Meravigliosa ed elegante l'elegia del fato crudele che ci deprivò, ahimé, degli affetti più cari... Cosa aggiungere? Nulla, solo se l'Autore sia Lei però, Jeannine, capace di farne un'estasiante danza di note d'amore e di splendore, così calde e suggestive. Altrimenti, si sa, diverrebbe un atroce gioco al massacro con sé medesimi, forsanche insostenibile, per le complicazioni e i pesanti danni, sia sul piano psicoaffettivo, che estetico. Con i migliori apprezzamenti, perché è brava davvero.
Splendido Leotta Michele10 settembre 2011
il cuore quando parla, E GIà POESIA... i colori poetici attinenti in meraviglioso donano fascino seppur malinconia d'amore stringe il cuore... BELLISSIMA


