C'era una volta
Laura Sensoli
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C'era una volta,
tanto tempo fa,
un bambino che giocava col trenino.
Oggi è diventato grande
e brucia tra le sue mani
l'età ancora acerba
che lui vive con superbia.
Ignaro il suo destino,
ha buttato quel trenino,
e davanti agli occhi spenti
solo fumo ad offuscar la mente.
Inconscio di avere un corpo
che getta via con eccellente maestria,
si accanisce su quel rischio
regalando
la sua vita ad un teschio.
*
Vorrei poterci parlare,
ma non mi fa entrare.
Spiegargli che la vita
può essere lunga ed infinita.
*
Vorrei essere una madre
che con coraggio
affronta il disagio
e penetra nell'io più profondo
di colui,
ormai perso nei suoi paradisi artificiali,
tracciando impronte sicure
dentro quel corpo di sabbia.
©
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L'autore
Laura Sensoli
Commenti (2)
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I
India10 settembre 2011
Purtroppo i ragazzi non si fanno parlare, sono gli anni dell'onnipotenza, gli anni in cui si pensa che gli adulti non capiscono un cavolo (" Non darmi consigli, so sbagliare da solo"). Prospettiamogli qualcosa a questi ragazzi, più che parole e non mi pare che il futuro che la società gli prospetta sia molto roseo. La poesia mi è piaciuta moltissimo per la carica emotiva che emana.
Luigi Arcopinto10 settembre 2011
Davvero molto intensa ed incisiva questa lirica che si insinua nell'animo del lettore... Letta e riletta... Molto apprezzata, complimenti!

