Settembre

Nostalgico arriva settembre.
Galoppanti,
in cieli azzurri, che del lattiginoso estate si son spogliate,
cavalcan nuvole.
Sembra assopirsi il tempo
e la natura ferma gli antichi slanci,
dopo tanto rifulger dell’assolata frenesia
tutto si posa e quieta.
Vanno pensieri come stormi
ricercando mete per trasmigrare,
consumato s’è, il leggero tempo,
e ci si ferma a meditare quanto di quello,
fu sprecato, o di fecondo realizzato.
Pervade nel sentir, il rimorso, d’aver forse sciupato
una volta ancora, l’occasione.
In tra le chiome, porge i suoi doni la natura.
S’avanzan per clivi e campi,
colmi di ceste e d’uve, i lavoranti
e odor di mosti sale tra viti adorne.
Pur così simili, anche dal nostro agir si raccolgon frutti
e abbondanti o scarsi questi saranno
se nel nostro impegno li avrem curati.
Del frinire convulso si son perse tracce
e distese macchie si fan più rade,
quel verde intenso che quiete dava
cede il posto a ocre e bruni,
e scende triste malinconia,
nel veder stagione andare via.
Mese di nostalgie e riprese,
vocianti torme di bimbi s’aggrumano, con in mano il lor futuro
e l’entusiasmo dell’innocenza, sereni s’apprestano alla vita
lasciando chi, già oltre il declivio, resta a meditar del proprio tempo
e di ciò che triste la vecchiaia rende.
Non cessan le letizie, ma vengon meno le speranze.
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Commenti (1)
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Splendido Leotta Michele10 settembre 2011
INCANTATO,...ode di splendore come primizie dona i sapori... e vaga tra le rime... contornate da rose e spine... che meraviglia...è BELLISSIMA

