Al centro di qualche cosa che non è il mondo
Rita Stanzione
1941 poesie pubblicate
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Mi chiamano minore
e già ho il mondo tra le mani
nel deserto della città
chiuso dentro una fuga
spavalda da far paura.
Ho in tasca idoli in dosi
e un alfabeto ridotto
inizia con una e
come evasione
e muore su una esse
esse che sta per sballo.
Niente di perverso:
giochi labirintosi
dove illusioni brillano
come pianeti infuocati
Sfida e fibrillazione...
prima o poi le raggiungo
da questo fumo di paranoia.
Io. Troppo conosciuto,
numero della massa.
Luogo comune e capro espiatorio.
Ignoto, quando ritorno
nell'individuo.
©
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L'autore
Rita Stanzione
Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.
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