Nuovo mattino
Spulcia tra la forfora dei fiori,
l'alito lieve della brezza mattutina,
poi starnutisce sui germogli nuovi
mentre li spettina come riccioli di bambina.
Zampettano qua e là, i lillipuziani
e si tuffano nelle gocce di rugiada,
poi sbadigliano emettendo suoni strani
come vocii delle comari nella contrada.
Si spoglia con fatica l'abito stretto,
l'obeso bruco, stanco di strisciare,
in premio avrà, come medaglia in petto,
colori splendidi e ali per volare.
Il fiumiciattolo dal gorgoglio sommesso,
sembra più arzillo adesso che c'è il sole
e dentro un pezzo di vetro che in lui si è immerso,
si specchiano vanitose, primule e viole.
Animato dagli spruzzi di cascata
s'incurva a formar ponte, l'arcobaleno
e come il pizzicar d'arpa, tra le dita di una fata,
un'armoniosa eco, saluta il nuovo mattino.
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