Fiumara Allaro
“Arrampicarsi per le sventrate montagne
che pian piano scendono a valle
come i pastori cantati da quell’Alvaro,
i quali attirati dall’equilibrio della pianura,
migrano sempre dopo il piovoso inverno.
Avere sempre come fedeli ed alterni compagni di viaggio
l’impetuoso vento, il penetrante freddo e l’amica,
talora anche nemica, acqua.
E nel volger le spalle a Colui,
la cui mano Santa è impressa sulla roccia,
lo sguardo mio si posa su quella immensa
ed estesa piana color smeraldo,
da cui il sol si leva ogni mattina
e pace e oblio l’anima mia ritrova…."
……a Zia Nuzza, 8 Febbraio 1999
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