L'ultimatum inventato
Massimo Mangani
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Un altro giorno attraversa via
la tua
la mia
l'empasse rumoreggia all'intorno
di notte
di giorno
la rincorsa ci sbatte frenetica
ora a destra
ora a manca
svanisce solo il gusto del tempo
si distende il color grigio piombo
eterna attesa di cambiamento
ma niente
si muove
non capiamo nemmeno
che non ha alcun senso
esser perennemente
così tristi
credersi or falliti
perché continuamente
bocche vomitanti lo esternano
creare ad arte il nemico
per poi salvarci
atteggiandosi da difensori
è il loro vile subdolo gioco
facciamoli giocare da soli.
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L'autore
Massimo Mangani
Commenti (1)
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Clara Gismondi19 settembre 2011
Io sento che si sta mettendo in pratica uno dei principi dei potenti sui deboli: falli stare male e non alzeranno la testa. Perché mi pare che qui gli unici a dover far qualcosa siamo noi, ogni giorno con il nostro atteggiamento... altrimenti andiamo a fondo e credo che qualcuno possa compiacersi di questo. La lotta comincia dal pensiero se ci si rassegna finisce tutto... La tua poesia è attuale e bella. al sentimento di rivalsa che è poi ritrovare il senso di dignità che stanno provando a toglierci. e un abbraccio fraterno.

