Amarti ed odiarti è il mio lento rogo
Gianpiero De Tomi
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Per quanto mi sforzi
d'indicarti le mie labbra
il tempo cesella lo sguardo
che arido e sublime
è scultura d'ovvio.
E raccolgo la chiarezza
che il richiamo della notte
l'odore del fiume silenzioso
l'erba umida appena tagliata
il fango che sporca le mani
non ti appartengono
che le onde di un mare caldo
albe echeggianti di luce
rossi tramonti schiumati
di parole affidate
alla sabbia bagnata
sono in te, senza voce
solo ombre che si aggirano
fastidio senza un perchè
sul tuo volto, disegnato
in punti di saggia ragione.
Allora perdo l'orizzonte
la voglia di respirare
ed anche l'essenziale
arde nei fuochi di settembre
e navigo a vista, sul mattino
con le reti immerse
e le vele spiegate
sperando di ritrovare
ciò che un giorno
ho gettato furiosamente
nel mare in tempesta.
Amarti ed odiarti
è il mio lento rogo
maledizione perversa
che non cessa d'urlare
lacerando il mio giorno.
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Gianpiero De Tomi
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