La voglia dei matti
Francesco Giardina
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Sulle zolle
rughe
e passi smorti...
-vetusta è la voglia dei matti-
...cambiare una canzone,
fare la rivoluzione...
solo fiato perso...
ortografia pensante,
pungente,
pesante
petalo celeste
sfogliato
spogliato
caduto e
inciso
come un giradischi
su fogli d'anima
artigianalmente manomessi
repressi
che odorano di un acre
che non è metallo
ma cosmo protesi
immaginaria di se stessi,
retrospettiva
comunque ignifuga.
Malgrado tutto anche questo è poesia ...
persino un batuffolo di noia
si confonde tra lo smog
approssimazioni nuvolari
se si vuole...
-perché no...-
quanto costa
un pozzo di felicità?
svuotarlo
mentre
è
già vacante...
ombre,
pendici voluttuose,
radici disoriginate
divelte
...e poi?
diveniamo finalmente cosa?
M'avvio scevro
sulla buona strada del non ritorno,
in bacheca e a retromarcia
gambero e illusionista
stanco
e immaturo
per ringiovanire ancora.
è sole calmo,
quasi piatto
a sangue morto
fuori neanche piove
per fare un'alba reazionaria
non bastano più i nostri sogni...
©
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L'autore
Francesco Giardina
Vivo a Palermo... ma in fondo quando scrivi non sei mai in nessun posto..
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