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Introspezione 17 settembre 2011 · lettura 2 min · 1694 letture

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Veitla 423 poesie pubblicate
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Nei passi lunghi o brevi in tortuose strade e vicoli ciechi in viuzze persa tra la gente Avevo con me un vestito d'allegria e un cesto vuoto al petto a reclamar ciliegie Ad invogliar passanti la strana luce della sfida dentro agli occhi e sullo sfondo un qualcosa in più E amai come chi prima offre per sfamarsi poi Cosi lasciando un segno nella miseria del raccolto Mi parlava il vento di mondi sconosciuti dove si è figli della stessa madre e urlavo io in catene nel mordere la solitudine amara come fiele Dipingevo con le mie mani ali di libertà sulla mia fronte Ma io conobbi il sole e l'aria pura un piccolo mazzo di viole e tra le stelle i sogni che non hanno fine Conobbi il pozzo del silenzio d'assenze costruito Nel silenzio io seppi l'infinito a guardar lontano verso quel me che m'aspettava Tra quei tralicci a piegar la terra perché alle ginocchia si facesse il callo Mi soffiava un sogno stretto e avvinghiato nella falce quando d'amore e vita diedi nuova voce al vento Ora che questo mosto delicato porgo al mio bicchiere uno specchio vuole che sia finito il tempo D'allegria e di ciliegie e sogni Sotto questo cielo dove un seme di senape matura non ho clessidre agli occhi non ha misure il cuore E' quì che io risiedo Dove la neve di domani sarà coperta al nuovo fiore
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L'autore
Veitla

Sono nata in umbria, vivo da moltissimi anni a Roma. Nella poesia ho trovato quelle cose che nella vita di tutti i giorni sembravano dimenticanze. Non ho studi scolastici importanti...ma gli esami continuano, vivendo...

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Commenti (3)

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Giorgio Dello17 settembre 2011

Ed i sogni non finiscono mai, non possono finire qui... una poesia intensa, "stille" di malinconia sapientemente dosate nei versi che avvolgono, stuzzicano e inebriano nei sensi accarezzati da questa stupenda armoniosa lirica! Notevole poesia, plauso sentitissimo!""

Enrico Baiocchi17 settembre 2011

Una dettagliata analisi, costellata di carbone e diamanti, di desideri e sogni infranti, di fermate e ripartite dispiegando le vele della speranza, malinconica ma colma di voglia di non fermare il tempo, di non guardarsi indietro aspettando ancora lo sciogliersi della neve e la nascita di una nuova gemma. Mi è piaciuta moltissimo e la conservo.

M
Mau035817 settembre 2011

Faccio la figura dello stupido se ti dico che per me é la più bella di tutte quelle che hai scritto ed io ho letto? Ti abbraccerei da tanto mi ha colpitoe poi me ne starei lì a sentirti raccontare. Peccato sia già finita!