Sogni
Mi scelsi un paradiso, puntai il dito,
e mi ritrovai per un attimo lontano da me.
Vidi luci, ombre senza sole,
solo mi posai in un altalena fatta di trecce e vita
Posai accanto un pensiero,
e la beltà del momento si recò a riposar le membra.
A scalare dopo una nuvola di intralcio,
di soffice ostacolo fra me e l'ambizione di gioia
a stringere gli occhi tagliati dalla bruma,
mi offri' solitario e indifeso,
a quella pace che tanto mi diede paura,
e bontà di abbracci, da sempre rincorsi.
Con l'affanno di fredde mattine di viali alberati,
mi portai al cospetto di specchi intarsiati,
che l'immagine riflessa mi tendeva,
una mano avida di generosi lamenti,
come gemiti di richiesta a gocce e lacrime.
Ma non fu dolore, fu come morire e nascere,
gridare e ridere, fu molto e poco...
Sedetti stanco, forse no, ma sul mio viso arcigno
convinsi una lacrima a deviare
nel letto di una ruga, affinché,
tradisse un violento sorriso .
Apriti cuore a domare l'arcobaleno,
metti le briglia ai colori, ai sogni irrequieti
guidali nelle tue dormite stanche,
perché al tuo risveglio ti possa bastare la tua vita .
©
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