It's such a little to weep

Caos semovente d'eterno digrigna l'appenafatto giorno
assicurando vocazioni di luce al tempo in un bosco solo immaginato
stillando di brina s'incurvano rami a un piccolo pianto.
S'infittiscono nel fumo denso delle periferie scorte di palazzacci
puoi chiamarli alveari feroci, se vuoi,
i giorni stesi alle finestre come panni sciorinati
in andirivieni di discussioni a insulti striduli e fami severe
grandi insetti a scivolare sul fiume in zampe disattente
la loro mente segretamente a smuovere silenzi.
Giù in cortile senz'alberi, il selciato è sfiancato a cubetti
da bambini urlanti tutti intenti a insultare a calci
un pallone sgonfio. Il pusher dai capelli rasta
a reggersi il muro come prima intenzione, estinguendo
nell'emorragico sorriso l'insanguinare apocalittiche distorsioni
di vuoti inadempienti
mentre piangere - qui- è una cosa tanto piccola
un gioco d'amen.
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L'autore
malaluna
sono una maschera dietro la maschera scrivo sull'acqua: ciò che scrivo si assorbe e si cancella
Commenti (3)
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C
Citarei Loretta Margherita20 settembre 2011
splendida, ottima poesia sul sociale, complimenti notevole
B
Barba21 settembre 2011
si lancia in dimensioni d'asfalto, tra polvere e miseria, nei quotidiani sogni ed incubi. Attraversa "alveari feroci e palazzacci". Quel che mi colpisce maggiormente però,è la chiusa.
rosanna gazzaniga21 settembre 2011
Potente ritratto di una vita sociale in degrado, dove nessuno si stupisce più. Splendidi versi, lasciano il segno.

