Percezioni d' Amore
Maurizio Melandri
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Ma tu
veramente chi sei
Ed io
propriamente chi sono
che ti rincorro
e gemo
incatenato alla voluttà
a te
Nell'ultima tempesta dei sensi
abbiamo travalicato
fili spinati e qualche lacrima
asciugata col tiepido polline
di farfalla
Desiderio
ci serrava di baci
sotto le mie mani
s'apriva con semplicità
un'oscurità mai così profonda
mai così invitante
Eppure questi giorni
questi giorni
di febbrile tenerezza
e di squisita assenza
portano profumi rari
alle narici
e doni autentici
e frutti esotici
che tutti i tormenti
diventano un nonnulla
Percezioni d' Amore
m'investono fragranti
mentre m'abbandono
al canto dell'esistenza
ed i miei pensieri
sciamano leggeri
come fanciulle timide
all'uscita di chiesa.
©
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L'autore
Maurizio Melandri
Si può definire quello che si é usando parole più o meno appropriate, termini anagrafici e sociali che tratteggino il proprio inserimento in questa società od il malessere di viverci... Poi c'è un modo più sottile e veritiero di descrivere quello che si é ed è rappresentato dal proprio mondo interiore, dalla prop
Commenti (1)
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hy ju23 settembre 2011
Attesa, che è tormento. Tenerezza infinita, che brucia per quanto fa male. Amare, oggi, d'un amore già vissuto in passato, con la stessa innocenza, con gli stessi tremiti. Conoscersi, senza riconoscersi. Desiderare e aver paura di farlo.
