Ella
Quand'ella sfioró la mano mia, tutto fu in me poesia.
Un angelo parea.
Sembianze Divine erano in lei, sebbene fosse terrena.
Ordunque, quale motivo alcuno vi era di star lì difianco a me?
Me, umile scrittore in questa, poi, città abbandonata da Dio.
Fissai curioso sicché il suo dolce sguardo.
Era intenso, poche sarebbero state le parole per descrivere tale eleganza.
Scioccato e impietrito, restai lì muto come l'acqua, in silenzio.
Pensai cosicché di chiederle il nome.
Mi feci forza distraendomi dal viso.
Non rispose, bensì mi sorrise.
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