Perché scrivere tanto?
Gianpiero De Tomi
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Infinità di parole
teatranti sillabe
spezzate
comparse dolorose
dell'anima che sanguina
s'apre e ricuce
abito logoro
volto apprensivo
dismesso sorriso
senza fiato.
Le corde tese
stringono i polsi
dolore che esulta
ansioso e delirante
le corde tese
le asce affilate
cosparse di grasso
la verità del cappio
il silenzio del ceppo.
Lettore accanito
non perdere attenzione
i rivoli lenti e densi
sottili linee d'inchiostro
non sono che vene aperte.
Fogli bianchi
come orizzonti
silenziosi ed irraggiungibili
innevati pendii
che mai vedranno
il mio cuore.
©
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Gianpiero De Tomi
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