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Sociale 28 settembre 2011 · lettura 2 min · 3983 letture

Amor di figlio

Saverio Chiti 2048 poesie pubblicate
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Eccomi, mi prostro a te come ubbidiente figlio, candido come giglio. Ormai senza più voce, poiché intorno a me, il silenzio s'è fatto atroce. Mi mostro a te, cui par normale non saper nemmeno dove or mi trovo, in quale letto d'ospedale. A te, che non accetti istanza e mai bussi all'obliata mia stanza, dove vivo su questa croce, mentre tutti parlano, ahimè sottovoce. Io faccio finta di non aver capito ciò ch'è il mio male, come fosse zolfo, lo sento bruciarmi col fuoco i polmoni e di piombo si fa il mio respiro, colpa dicono, dell'uranio impoverito. Sai, in fondo basterebbe una parola a lei, povera madre mia, che oramai è rimasta sola a cercar di capire la tua assenza, in un semplice dire. Fosse pure in un bisbiglio o ancor più, un pratico consiglio. Tutto hai cancellato con dovizia, anche ogni innocente traccia e non trovo su nessun giornale di me alcun notizia, nemmeno, più la mia faccia. Io che mi son macchiato di chissà quale disonore, io malato e sofferente condannato già, da questo tumore. Tu invece, altrove, indifferente. Eppure il mio amor di milite per te a niente si eguaglia, combatto così ogni giorno nuova guerra, vivendo oltre il limite concessomi, su questa terra. Mentre mi aspetto il rispetto ch'è d'Abele e non lacrime amar di fiele, funeste medaglie, appuntate sul petto di una mamma. A te, che ho servito con lealtà, lascio la dignità d'esser ancora la mia amata Italia, ma ove, se cuor mio non s'inganna, al lento dolore, la madre mia, condanna.
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poesia presentata al Premio Scrivere 2011, sul tema della guerra: "Vittime da zolfo e piombo"

L'autore
Saverio Chiti

“ Gli uomini stolti si perdono ai confini della ragione, e spesso è nella follia, che trovano rifugio “ non so se faccio parte dei primi, e quindi ancor oggi vivo la mia ragione d'essere, oppure il mio Essere trova rifugio nella pacata follia del domani... nel dubbio, mi cibo d'ogni essenza... amo riflettere ad

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