Viaggio tra le rughe
Afferrale ora le mie mani
prima che l'ultimo respiro
m'inghiotta nella notte
prima che avanzi la follia
di questo giorno perso
liquefatto
intriso d'incerto
graffiano le pareti lisce
della mia stanza vuota
in questo silenzio ormeggiato
lasciano ferite
sulle mie rughe senza età
diventami eco
sciogli il mio silenzio
squaglia con il tuo fuoco
l'amaro mio rimorso
sii vento
che porta lontano il mio tormento
sii specchio fatato
dove possa vedere
ciò che vorrei essere
ciò che la mia mente mi ha negato
sii rugiada all'alba
per riportar la vita sul mio prato.
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L'autore
Turan
Commenti (2)
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annuska romano29 settembre 2011
Bei versi, si notano inquietitudine, solitudine, rimpianto e amarezza di qualcosa che non c'è più.Mi piace molto la chiusa .Complimenti!
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antonina29 settembre 2011
Rabbia per il tempo inesorabile che passa... ma anche tanta voglia di vivere. Molto bella.
