IV profezia
quando il giardino che cresce
bendato con la scorza di un disegno storto
il vuoto di gelidi segni di brina temperata a fuoco disseccherà
ogni stelo e calice e corolle
e verminosi eserciti e scorpioni squasseranno le fibre di polvere
e desolazione sarà immagine vera
quando la polvere mostrerà il velo
l'uccello metallico s'abbatterà al suolo
esplodendo in vetri di bicchieri
e due serpenti s'incontreranno neri
profilati trafiggendosi di fronte e
sessuali macchinari a scorte porteranno coi coni elettrici
l'automa all'amplesso di sangue e bitume
quando le fibre squasseranno il miraggio
sarà immagine vera accosteranno
lisce labbra a secca fonte morendo
eternamente di sete
così è stato sempre
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L'autore
paolo corinto tiberio
Prima, quand'ero piccolo acchiappavo l'aria con le manine poi le lucciole, poi le lucertole poi acchiappavo le nuvole; ed ora che sono cresciuto acchiappo i fantasmi da adulto
Commenti (1)
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EnzoL29 settembre 2011
ogni qual volta che capita di leggere questo Autore, rimango incantato dalla sua dovizia e dalla bravura con cui dipinge le sue metafore... lascio la mia ammirazione, trovo anche questa tua come la precedente 'Profezia' veramente incantevole
