Fuga
Clara Gismondi
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Mi svezzerò a volare
m' incollerò al nero
della notte
fermando l'attesa
ad un passo
un incrocio di vie
appese
anime mutevoli
in sconcerto
Ora
stranite stelle
viaggiano, a fil di spada
lacerate
brevi dissonanze
languono
nel silenzio sidereo.
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L'autore
Clara Gismondi
Commenti (2)
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Aldo Bilato30 settembre 2011
a mio modesto avviso, le tue tematiche sono così importanti, dal farmi riflettere... e mi chiedo: perchè, te le rovesci quasi sempre addosso?... cerca una formula, con la quale condividere la gioia e la sofferenza del vivere... il paradiso, può attendere...
Rita Stanzione3 ottobre 2011
poesia che è un inizio... inizio dal quale proiettare una fuga verso vie senza bordi... alla ricerca di un senso, senso che tutti stiamo a domandarci. Piaciutissimi anche la forma e il lessico


