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Satira 1 ottobre 2011 · lettura 1 min · 1628 letture

I figli di via indipendenza

Guevara 100 poesie pubblicate
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Le donne del borgo annoiate, distratte le vedi spedite tra le stanze apparire e sparire dalle finestre. Da quei piccoli teatri le puoi osservare mentre rassettano o stendono il bucato, ma è sempre molto curioso scrutarle, spiare con discrezione quel nido di frustrazioni familiare. Oggi il mio animo si rallegrava del canticchiare della mia bella dirimpettaia, la voce era melodiosa e forse l’ho sentita perché questo lei desiderava. In quella cornice così romantica, per un attimo è stata solo mia, poi tra strofinacci e sudore l’ho vista correre in bagno. La tapparella si è abbassata, il sipario tra un tempo ed un altro lasciò in sospeso "la commedia" poi il gorgoglio dello sciacquone, come acqua gelida sul viso, mi risvegliò dal sogno e ad un’amara riflessione: ’A vita è nu poco ‘e magnà na vrenzola ‘e fantasia e parecchia merda.
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Via indipendenza è una zona del mio paese dove le case sono addossate l'une alle altre.20 marzo 2012
L'autore
Guevara

Siamo specchi che riflettono la stessa luce.

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Commenti (2)

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I
India1 ottobre 2011

Stacco nettissimo, la dolcezza dei primi versi, questo " quasi spiare" nella vita della dirimpettaia, quando è indaffarata nelle sue faccende domestiche, uno scrutare l'aspetto gioioso, e poi la realtà che si impone. Gli ultimi versi contengono un'amara considerazione. Siamo delle macchine che si nutrono, si liberano delle proprie scorie. Tutto si riduce a pura materia. Una poesia che sa di morte, anche allora saremo solo cattivo odore e poi scheletro. Finiremo qualche anno in un loculo e poi nella spazzatura. Molto, molto amara questa poesia che toglie ogni senso alla vita.

unaqualsiasi1 ottobre 2011

Fortunatamente esiste ancora la Poesia a elevare l'anima e portarla oltre la bassezza della vita materiale. Purtroppo non è entrata nella sensibilità di tutti e molti restano confinati allo stato animale, vivendo per riprodursi, mangiare e ...ehm, scaricare.