I figli di via indipendenza
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Stacco nettissimo, la dolcezza dei primi versi, questo " quasi spiare" nella vita della dirimpettaia, quando è indaffarata nelle sue faccende domestiche, uno scrutare l'aspetto gioioso, e poi la realtà che si impone. Gli ultimi versi contengono un'amara considerazione. Siamo delle macchine che si nutrono, si liberano delle proprie scorie. Tutto si riduce a pura materia. Una poesia che sa di morte, anche allora saremo solo cattivo odore e poi scheletro. Finiremo qualche anno in un loculo e poi nella spazzatura. Molto, molto amara questa poesia che toglie ogni senso alla vita.
Fortunatamente esiste ancora la Poesia a elevare l'anima e portarla oltre la bassezza della vita materiale. Purtroppo non è entrata nella sensibilità di tutti e molti restano confinati allo stato animale, vivendo per riprodursi, mangiare e ...ehm, scaricare.

