Lacrime d'anima
Enrico De Marzo
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Ma di quale amore
potrei narrare
io con un animo
bandito dal cuore?
Non c'è pensiero
che alimenti questo fuoco
ne ragioni
che potrebbero aiutarmi,
non ho ricordi
a cui aggrapparmi
ma mille bugie
che bruciando,
rendono il cuore più freddo
lasciando fuori tutto il resto.
Quando
la prima lettera sarà posata,
per un attimo,
tanto misero
quanto vero,
intingerò il plettro
nel profondo dell'anima
ove la vita
ha il sapore dei giorni migliori,
ove il silenzio
alimenta
il brusio del mondo.
Prima
che l'ultimo respiro
vada sprecato,
vorrei essere
una misera lettera
tra le pagine bianche,
un ricordo
che non faccia male,
un tramonto e nulla più.
Prima
che la notte
mi venga a trovare,
prima che il cuore
mi lasci andare,
vorrei essere
libero da me stesso,
da ogni mancanza,
da ogni equilibrio,
libero da ogni pretesa
che spenga il fiato
ed incateni l'anima,
libero di sbagliare
per poi soffrire,
piangere
e nei ricordi
rivivere,
anche se per pochi istanti,
per un battito d'ali
o una sillaba mal riposta,
libero di vivere
dell'amor più vero.
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L'autore
Enrico De Marzo
Commenti (1)
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Ausilia Giordano2 ottobre 2011
Dalla prima all'ultima lettera, alimenta come goccie lo spirito di chi legge. Sublime descrizione di un'emozione straordinaria, quale dono del sentimento più alto: Amore. Il cuore vive le proprie emozioni e la mente cerca di farsene una ragione e chi dei due ha più vigore canta nei versi del poeta ciò che prova. Complimenti.

