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Riflessioni 3 ottobre 2011 · lettura 1 min · 2774 letture

Vuoto a perdere ... come dire parole senz'anima

Rasimaco 1768 poesie pubblicate
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Ed è un vuoto a perdere questa stagione violentata, senza parole e senza silenzio. Io sono altrove ma lo sento il ronzio diffuso della menzogna che canta suadente e briosa da cui c'è da imparare sì ... perché le parole non bastano mai ed io credo ancora a tutto ciò che si dice.
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Commenti (6)

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hy ju3 ottobre 2011

Un luogo a parte, quello del silenzio e delle parole piene di significato. Un luogo in cui si parla con parole che hanno un'anima. Immagini nitide ed espressive, che rendono più chiaro un importante concetto; ovvero la mancanza di autenticità in questa nostra triste e cadente epoca.

perlanera3 ottobre 2011

A volte penso che se è vero che gli occhi sono lo specchio dell'anima, le parole che usiamo sono il suo riflesso nello specchio. Interessante riflessione!

Sono ricolme d'amarezza, le riflessioni che l'autore ci invita a leggere. Si può giungere ad un punto, nella propria vita, in cui ci si rende conto che più che viverla, preferiamo esserne spettatori. Quel "senza parole e senza silenzio" apparentemente contraddittorio, ben lascia invece comprendere quanto a volte le parole possono essere tante ma, alla fine, vuote, senza significato o forse senza valore ed allora meglio non essere lì eppure avere la consapevolezza del tutto, meglio esserci, ma alla fine non esserci, meglio credere a tutto ciò che si dice o forse... far finta di bere ogni cosa... Alla fine... resterà quel vuoto a perdere... Così ho voluto leggerla.

Lorenzo Crocetti4 ottobre 2011

Ancora una volta emerge in questa poesia la "disperazione" dell'autore, che con abile ma sofferta metafora esprime la delusione del vivere una "stagione" assurdamene senza parole e senza silenzio. Parole, soltanto parole, e il dramma (o la salvezza?) sta forse proprio nel credere "ancora a tutto ciò che si dice". Ingenuità o astuzia per sopravivere? Una bella poesia senza dubbio, come Rasimaco ci ha abituato, ed è un piacere leggere qualcosa di diverso e di sentito invece delle parole, parole, parole con cui noi riempiamo i nostri canti, con la presunzione della credibilità e la richiesta dell'elogio, quest'ultimo la vetta di ogni desiderio. Il convento passsa ben poco, lo ripeto, e se qualcuno ci offre pan fresco invece che ammuffito...

Lina Sirianni4 ottobre 2011

Spesso le parole mancano per farsi comprendere cosi ci si allontana per non credere a chi la menzogna canta... Molto apprezzata

L
Libera Mastropaolo16 ottobre 2011

Credere alle parole, nonostante tutto... Realtà labile e caduca, oggi, eppur reale. Bellissima poesia, grande insegnamento.