Solitudine

Traspari e passi
in mezzo a tanta gente,
quasi trasparente
nessuno che ti veda
ombra, oppur fastidio.
Si vaga, immersi e avvolti
nel nostro innato ego
dentro vuoti immani.
Che strana specie siamo.
Poi, ci si guarda dentro
e infarcendo scuse
quali ubriachi assenti,
a ricercar parola
raccontiam di noi
i sogni mai compiuti
o i malor dell’essere
trovando di sicuro
difese accomodanti.
Banali relazioni
rifiutiam l’impegno
e di asociale pieni.
Vantiamo, socializzare
in superficiale modo
internet e tv,
programmi vacui e vuoti
confuse relazioni
dove sol mostrare
quel meglio che ci pare.
Temiamo il confrontarsi
si teme l’altrui giudizio.
Diceva un santo un giorno
che è beatitudine
sceglier solitudine,
ma scelta, non imposta.
Proviamo ad alzar gli occhi
guardiamo gli altri in viso
mostriam le nostre pecche
e godiamo di un sorriso.
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Commenti (1)
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Lena Orfeo4 ottobre 2011
Poesia bellissima che sento di condividere pienamente. Il poeta ha espresso in modo esauriente il concetto di solitudine. E' triste doversi confrontare con un realtà così deprimente! L'uomo di oggi possiede tutto eppure è infelice, è un narcisista allo stato puro incapace di relazionarsi e d'investire in qualcosa d'importante. L'ansia di apparire per quello che non siamo ci priva di noi stessi e ci catapulta in relazioni fragili. Comunque la poesia è bellissima e per questo la conservo!

