il fondo
ridammi,
il mio sorriso.
chiudendo quella porta,
hai lasciato fuori,
le ceneri ,di
ogni mia speranza.
povero illuso!
ma cosa credi!
di avermi incatenata?
di aver stuprato anche
la mia vita?
schiacciata,sotto
il peso della tua vanita'
posso toccare il fondo.
trascino la mia carne ,
giu,fino a sentirmi un
verme.
se mi travesto di polvere,
forse saro' rapita dal
vento.
mi mischiero con lui.
ritrovero', nel cielo
ogni frammento lo
cuciro con il filo del pensieri.
diventero' granello,
scomodo nell'occhio
ti brucero'
di fiamme dell'inferno
cosi mi piangerai
ed ogni lacrima
nuova ti gonfiera il cuore
che strapperai dal petto
per non sentir dolore
allora sarai tu!
a chiedermi di andare
supplicherai ,implorerai la fine.
mi alzero ti voltero' le
spalle,poi chiudero la porta
lentamente,lasciandoti nel vuoto del
tuo niente
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
M
Marilena13 novembre 2006
si tocca il fondo..ma la forza che c'è in noi..spinge... e fa rivivere..brava raffaella... . . per la forza e la determinazione che esprimi in questa poesia.. Mari
Pino Penny13 novembre 2006
bella questa poesia ma mi fà pensare quanto segue.L'amore dovrebbe nascere da una profonda conoscenza, dopo di ché ci si può legare.oggi succede il contrario:ci si conosce appena, si và a letto e o prima o poi ci si rende conto di aver dato la propria fiducia alla persona sbagliata.scusami Raffaella, magari volevi dire altro ma la tua poesia mi ha fatto dire quanto sopra. da pino (scusami ancora) se ho detto cavolate, dimmelo.
