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Morte 5 ottobre 2011 · lettura 2 min · 1653 letture

Il MOSTRO

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Claudio Toccafondi 268 poesie pubblicate
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In questo corpo intriso di dolori oggetto di inesausti e beffatori ragionamenti anche la mente sfinita d'attesa di responsi già vede la sua resa senza lottare anela abbandonarsi al suo riposo pur conscia che non altro quell'astioso conquistatore che del suo io ha preso ormai possesso brama per scatenarsi come ossesso senza più freno di raziocinio alcuno. Quale mai futuro si avvicina, quali guai inaspettati la sorte ha architettato ad acuire quel pensiero che nulla fa svanire: "cupio dissolvi"; eppure questo è ancora un segno certo che vive l'ideazione nel deserto di questa vita vegetativa cui si resta avvinti anche se in tutto tirannia ci ha vinti. Ma cosa allora è desio degli dei: che si abbandoni per atto disperato uno dei doni che madre e padre ci hanno dato, la vita, a caro prezzo o attendere che il MOSTRO, con disprezzo indicibile ci tolga la ragione e ci avveleni lo spirito che ci fa tuttora pieni di vita, grama sì, ma di quella vita che ci pone nel mondo altrui ancor quali persone? Non ho risposte, ma solo sogni ed incubi aberranti e poi risvegli agitati e tremanti. Chissà domani...
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Sto parlando di Mr. Parkinson nei suoi vari travestimenti; una ne fa e cento ne pensa!

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L'autore
Claudio Toccafondi

Sono nato (nel 1938) a Roma, dove ho sempre vissuto - salvo viaggi di diporto o di lavoro - nel rione Prati. Ho amato e amo moltissimo la mia città, visitata, fotografata e camminata assiduamente finché gli ingravescenti acciacchi non mi hanno limitato nei movimenti (a Roma se disce: a chi tocca 'n ze 'ngrugna). Scrivo

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Commenti (1)

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Silvia De Angelis7 ottobre 2011

Si sofferma l'autore, con abile descrizione poetica, su una malattia ormai diffusissima, che difficilmente si debella e lentamente, in forme inaspettate, logora il corso di vita... Versi apprezzati