Da sudest a nordovest della rosa

ogni minuto abbandonato all'acqua morta
è uno sperpero adolescente
che non sa del trascendere dighe in laghi d'inerzia
dove morgane
illudono l'abbrivio del respiro
.
a guardare in un sortilegio tutto il perduto
insabbierei gli occhi nell'immobilità
solo aspettando
.
ma qui è sempre vento forte
spacca vetri e scompiglia divani
sperde voci e trascina contro porte chiuse
che -gonfie- si aprono in fessure
e scivolarne fuori fino al mare
dove riflettersi sul crespo
non sapendo distinguere traguardi
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L'autore
Amara
Non scrivo diari, neppure privati. Meno che meno lo sono i miei testi. Qualcosa di me lo troverete, inevitabilmente, ma sono forme del pensiero che provano a sorpassare le mie per andare oltre.
Commenti (2)
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Aldo Bilato6 ottobre 2011
per quanto mi riguarda: io... la preferirei senza la terzultima e la penultima... cmnque, molto apprezzata!...
V
Vincenzo Iannarilli8 ottobre 2011
Strutturata bene, con quel disincanto ispirato dai suoi elementi. La prima parte è una chicca... poi si può discutere dove sospendere e ricominciare... resta il senso d'inquietudine di una riva deserta... ma anche la bellezza sconfinata "non sapendo distinguere traguardi".

