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Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Moreno Tonioni
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Morte 7 ottobre 2011 · lettura 1 min · 3242 letture

Elidere sussistenza

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Moreno Tonioni 262 poesie pubblicate
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Piedi logori calpestarono aurore circumnavigando l’occaso Diacciate mani strinsero forte vernali aliti di vento per poi cedere al suolo il calore dell’allaccio Riarsi occhi fissarono il sole misconoscendo l’elegiaca luna dimentichi della luminosità di una stella Grinzose pieghe becche auscultarono lo scorrere del tempo ignorando il flautato lessema del refolo e del grillo E ora che l’autunno avvizzisce le foglie e allontana il rondone la cicala piange l’ignavia e il grillo tace la verecondia diaccia boccioli mai schiusi mentre l’ultimo belluino fiato erompe dal grottesco fantoccio L’artefatto pencola nel paradosso Più non s’ode il suo rugghio affrancato da una lurida sagola
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L’opera allegata è di Zdzisł aw Beksiń ski

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L'autore
Moreno Tonioni

Sono Moreno nella vita reale e never- more (assoluta negazione) quando esprimo emozioni in parole. Nato a Bologna nel settembre del 1959, vivo nelle dolciniane valli della Valsesia. Ottimo gourmet amo la buona cucina abbinata a buoni vini. Questa mia passione culinaria è stata per un importante periodo della mia vi

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Commenti (3)

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EnzoL7 ottobre 2011

un Opera dura... le immagini nella loro complessità, degna del Tonioni, sono forti... scuotono quasi crudeli... un testo che ben rispecchia il tema trattato... da leggere con molta attenzione...

A
Angela Merletti7 ottobre 2011

Versi duri e particolarmente belli sia per i termini usati che per le immagini. Mi piace il tuo stile e questa poesia è sicuramente da conservare.

Annamaria Barone17 ottobre 2011

A cosa serve rimpiangere nell'inverno della propria vita tutte le occasioni perse, per vivere pienamente un momento, per camminare consapevolmente nel mondo, per godere degli attimi, infiniti in ogni vita, di gioia e di meraviglia, a cosa serve voltarsi indietro con rabbia o solo con rimpianto a pensare ai gesti non fatti, alle parole non dette agli attimi non vissuti per incuria o solo per viltà? Non serve, non serve più, l'unico modo è imparare dalle esperienze passate e per quello stralcio di vita, lungo o breve come battito di ciglia riappropriarsi della bellezza e farla scendere in sè e guardare con quella bellezza al mondo ed alla vita perché ogni respiro sia profondo e sentito e goduto fino in fondo. Che meraviglia questa poesia!