Nel sesso d'amore che mi dai
Immobile,
il respiro che scinde
l’amplesso
annulla la caligine
vaporosa degli abbracci.
Accarezza,
imparando a toccare
la ferita slabbrata
che porti sul viso,
bocca.
Pelle e carne e sangue,
stringi nelle mani
le sconfitte,
cocci aguzzi
ai piedi della notte.
Balli,
come zingara che
sa irretire,
mostrando le cosce
sotto strati di promesse
e canti,
canti,
usignolo selvaggio
e in te
io
mi perdo dannato.
©
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L'autore
Giomiri
Scrivendo lascio piccole tracce affinché io possa comprendermi e gli altri sappiano meglio interpretare i miei silenzi... Scrivere mi regala serenità, mi riconcilia con il mondo.
Commenti (1)
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E
Estrella14 novembre 2006
Che ardore! Sento inseme passione e dannazione... mi piace! Bravo!
