Matassa ai confini dell'irrealta'
Lunabionda Valentina Di Caro
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Dialettico guazzabuglio
minestrone di fave e di rape
col cucchiaio di legno padano
mi cerco nella polenta taragna
impiastricciata fino al midollo
dedotta da maldestra risonanza
io... senza alcuna costanza
Io uguale me: " Dica trentatre..."
ma non trovo le parole
ho il velo pendulo opacizzato
la lingua percorsa
da viaggiatori inesperti
la cartina capovolta, la strada corta
e ciò che è semplice non stuzzica
la mente vuole tesi paronoiche
eppure da malata dichiarata
di uranio... mi sono impoverita
Il medico sembra aver bisogno
di conforto psicofarmaceutico
non sono un'infermiera esperta
in freudiane cosce minigonnate
endovene d'endorfine aiutano
anche me a venirne fuori
impomatando gli accessi principali
©
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