Non penserai

Non scrivo diari, neppure privati. Meno che meno lo sono i miei testi. Qualcosa di me lo troverete, inevitabilmente, ma sono forme del pensiero che provano a sorpassare le mie per andare oltre.
Commenti (4)
Molto intensa questa poesia. La leggo come una riflessione sui nostri goffi e presuntuosi tentativi di modificare la realtà e ciò che proviene dal passato, legato in una certa misura alla nostra condizione umana. Misteriosi e intriganti i versi finali: se fossero in qualche modo legati all'onda libera – ma problematica (sbatte sul fianco storto) - del pensiero religioso? Questa mia interpretazione è del tutto personale, forse lontana dal reale intendimento dell'autrice, ma proprio nel generare diversi mondi interpretativi sta la bellezza e il coinvolgimento di questo testo.
farraginosa, sin dalle prime note... la musicalità poi, si perde in troppi "che" e siccome, sono abituato a ben altro, nelle tue... dichiaro apertamente che non mi piace, quasi per niente (a parte la penultima strofa) mia sensazione, naturalmente... con tutta la stima dovuta...
Coinvolge il lettore il tono amabilmente confidenziale. Ho sempre pensato che in poesia, a volte, i suoni secchi e duri siano efficaci.
Un rimprovero neanche tanto velato, a chi è convinto che bastino carezze per rompere solitudini calcaree, o inventarsi nuove strade dopo confidenze liberatorie, che spesso fanno male e non si vorrebbero. Io leggo questo in questi ermetici, bellissimi versi!



