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Satira 12 ottobre 2011 · lettura 1 min · 3272 letture

Come ti distruggo l'INFINITO di Leopardi

Luciano Tarabella 944 poesie pubblicate
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Sempre male mi fa codesto callo e questa lepre che ho mangiato a parte insieme a delle olive mezze crude. Ma sedendo e ruttando interminati spruzzi al di là da quella dei programmi melensi di noiosissima rete io il telecomando spingo ove per poco sento una puntura. Mentre che ascolto le parole tante io che infinito silenzio vo cercando ringrazio il Padreterno pei miei fragili coglioni e a questo punto chissa cosa farei. Così, tra questa schifiltà s'annega il pensier mio e, spenta la tivvù, vado a pisciare.
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Aveo dieci anni o poco più quandi imparai a memoria l'infinito. Oggi quanti universitari della facoltà di lettere lo sanno? Forse sanno ammalapena che lo scrisse!

L'autore
Luciano Tarabella

Nacqui nel millennio scorso da pochi ma onesti genitori. Scrissi la mia prima,orrenda, poesia all'età di otto anni e da allora non ho ancora smesso nonostante sia stato diffidato più volte. Scrivo in italiano ed in vernacolo livornese, in versi sciolti o legati alla metrica sui più svariati argomenti. Amo la satira,

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Commenti (2)

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Ho compreso pefettamente quanto espresso e rimango in attesa della distruzione del "Sabato del villaggio".

Marina Pacifici12 ottobre 2011

Una satira eccellente... Da grande Maestro. In segnalazione!