Come ti distruggo l'INFINITO di Leopardi
Luciano Tarabella
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Sempre male mi fa codesto callo
e questa lepre che ho mangiato a parte
insieme a delle olive mezze crude.
Ma sedendo e ruttando interminati spruzzi
al di là da quella dei programmi melensi
di noiosissima rete io il telecomando spingo
ove per poco sento una puntura.
Mentre che ascolto le parole tante
io che infinito silenzio vo cercando
ringrazio il Padreterno
pei miei fragili coglioni
e a questo punto chissa cosa farei.
Così, tra questa schifiltà s'annega
il pensier mio e, spenta la tivvù,
vado a pisciare.
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L'autore
Luciano Tarabella
Nacqui nel millennio scorso da pochi ma onesti genitori. Scrissi la mia prima,orrenda, poesia all'età di otto anni e da allora non ho ancora smesso nonostante sia stato diffidato più volte. Scrivo in italiano ed in vernacolo livornese, in versi sciolti o legati alla metrica sui più svariati argomenti. Amo la satira,
Commenti (2)
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Antonella Modaffari Bartoli12 ottobre 2011
Ho compreso pefettamente quanto espresso e rimango in attesa della distruzione del "Sabato del villaggio".
Marina Pacifici12 ottobre 2011
Una satira eccellente... Da grande Maestro. In segnalazione!


