L'estasi malinconica
Alessandro Labriola
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Oh calore! Cara disarmonia delle frizzanti avventure,
addestrate sin dalla pubertà all'evasione:
morale, religione, pudore - estraneità mia,
e di qualsiasi cosa si accomodi o sogni con me...
Grande balia lasciva al cui seno stillante
ho bevuto per grazie brillanti nelle alcove d'orgia
ritornando solo qualche ora alle brezze volubili della volontà
- ogni sera fondermi col tuo ventre gioioso
Ti sei presa gioco del mio dolore - senza che io te ne volessi mai
trasfigurando il lago e le nebbie senza alcuna voce
o rimorso; che all'estasi di luci e torce bizzarre
facevi brillare l'Iris volgare di novità e fregi squisiti.
Ora tu: nascosta e cullata, bramata fino all'alba
oltre l'infamia e la noia facendoti mia - o meglio
promettendomi io stesso eternamente; che feroce scomparivi
di coltre in coltre fino ai pozzi oscuri nella campagna desolata:
ti rincorrevo!
dichiarando piaceri e meraviglie implacabili,
false coincidenze per esaltarti - quanto si esalti una bellezza rara
come follia primitiva di frivole vergini accalorate!
egoiste del proprio piacere - ignoranti d'altro
urlandolo,
seppellisti il male dietro allettanti bagliori, io
sempre più grato a te! e a te soltanto:
sprecai lacrime prive di carne
e di lealtà al glicine offeso.
©
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Alessandro Labriola
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