Ciao Marcelle
I tuoi mattini erano ombra
che una luce superflua posava
su declivi nascosti e angusti
anfratti di rovi e di sassi.
Estraneo tra i colli ti era anche
il silenzio, indifferente all'eremo
dell'ultima tua stagione dove
recisa fu la tua radice dentro
un'estranea terra.
Ti conobbi diversa e altrove...
tra i passi felici del primo mattino,
nella fretta ingarbugliata delle vie,
correndo tra le ore del giorno,
ridendo ai brontolii delle piazze,
verso le luci arruffate nel fulvo
autunno dei bois, negli aerei
riflessi dei boulevard.
Tu, dolce ala tremante all'azzurro
del nord, nell'aria irrequieta della
tua città.
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L'autore
Francesco Fabris Manini
Sono nato nell'immediato dopoguerra e la cronaca della mia vita mi vede risiedere, in tempi e circostanze diversi,in più luoghi geografici e culturali.Soprattutto il Veneto,la Toscana e la Lombardia dove attualmente risiedo.I miei studi primari sono classici (Liceo) e filosofici (Università di Firenze). Amo le mie fig
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