Catene
Maurizio Melandri
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Un pugnale nel fianco
impresse sulla pelle
la carezza e la frusta
una sola ferita
Notte, stridi
attraverso questa nebbia
che m'avvicina il tuo viso
nel silenzio
madido di sudore
che torce
polmoni e respiro
Addio
Eterno Amore
Eterno al di sopra
Sono qui
t'accompagno con le mie mani
forti
impotenti
senza fiori
Ho catene
ai miei piedi
piombo ai polsi
Il tempo ha rivelato
le nostre Anime
eccitandole
ed ora le schiaccia
con crudeltà
Che si soffra ancora
dunque
Viviamo ...
©
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L'autore
Maurizio Melandri
Si può definire quello che si é usando parole più o meno appropriate, termini anagrafici e sociali che tratteggino il proprio inserimento in questa società od il malessere di viverci... Poi c'è un modo più sottile e veritiero di descrivere quello che si é ed è rappresentato dal proprio mondo interiore, dalla prop
Commenti (1)
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Angela Fragiacomo14 ottobre 2011
qualcosa spezza il sogno... e si scopre che c'è ancora dolore da vivere... un addio, accompagnato da mani forti, impotenti, senza fiori... una lirica letta e riletta, in cui ho percepito dolore e rassegnazione, rabbia... e ancora amore... molto apprezzata

