Sotto l'oro del mio cielo
Alessandro Labriola
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Lungo l'ombra dei miei passi,
che ricadendo pesanti suonano
comunque torbidi sul manto morto
e di qualunque profumo ci si inebrii
le narici pruderanno sempre all'eccesso
del febbrile girotondo verde e giallo;
movenze echeggianti e lente
sfuocate dall'incanto sensuale dei colori:
e fin troppi! da guardare
da inseguire al tempo di valzer terribili,
commoventi ogni volta, come innati:
la melodia d'inverno e prima ancora
il mio autunno...
meriggio incompiuto e viatico
per questa ostinata sopravvivenza;
decolla e balla! Soffia, gioca
divertitemi foglie e noci: fiabe, focolari e trambusti
- volteggiare quasi eterno con il crepusolo
reca buone nuove o vecchi capricci;
almeno la sete!
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L'autore
Alessandro Labriola
Commenti (2)
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EnzoL14 ottobre 2011
mi inebria questo tuo dipinto autunnale... a volte la bellezza di quel che c'è attorno a noi e cosi tanta da non essere sopportabile... ci trascina in speranze e riflessioni... mitico testo... mitico stile... grande!
Jade14 ottobre 2011
Stupenda la Natura che in ogni stagione ci regala spettacoli di una bellezza che scolvolge, ma l'Autunno coi suoi colori caldi e mutevoli di ora in ora porta agli occhi lo stupore e oblia l'Anima... La tua poesia trasmette tutto questo. Bellissima come un dipinto.


