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Uomini 15 ottobre 2011 · lettura 2 min · 1691 letture

Stanza 9

Alessandro Labriola 270 poesie pubblicate
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Un uomo di cavalleria. Un veterano dei suoi tempi corso alla ribalta del fango e del sangue scalando volti. Un uomo intrepido a suo tempo, decorato e valoroso fra molti - distintosi per essere tornato; Quanto ardore scherniva il "nemico"! quanti sussulti e corni alla carica... dovevi possedere un corpo da Golia nell'esaltazione della mischia sicuramente mostravi un'ardore favoloso brillanti lustrini e scartoffie a provarlo. Che pena mi fa ora la tua goffa condizione - gambette minuscole esangui e inferme il fiato traviato dal tempo: sempre esalato, più flebile; Quanti anni sono trascorsi compagno di stanza? Molti, e altrettanti me ne hai descritti. Quante aquile meritò quell'intrepido balzo di scherma? quella follia ardita in mischia non valse poi l'eternità del corpo; fantasmi indaffarati e iracondi ti assecondano come un burattino intontito. sento rivivere nelle poche veglie notturne bombarde e bordate; chiami e ti avventi come un bimbo alla vita... il mio rimpianto è non esserti complice di conforto, il mio limite: la tua condizione esasperante. Meriterò mai le tue glorie, i tuoi stenti? Di certo no. Capirò mai il rantolo che spiri al nipotino lontano? mai per davvero. Il mio cuore piange ciò che ci spetta e tu già mostri. Avrò la forza d'esserti pari nel sacrificio, nel coraggio? Di arrivare almeno al tuo inglorioso traguardo? Mai, compagno (ahimè debolezza!) rifiuto il demone che ti ha aspettato e questi ultimi storpi addii.
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Alessandro Labriola
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Commenti (1)

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In Venere veritas15 ottobre 2011

descrivere la vita come un'impresa cavalleresca denota una grande sensibilità e un amore per la parola che non ha eguali. il tono narrativo, quasi da poema epico (un po' ariostesco) nulla toglie alla freschezza dei versi. ed hai solo vent'anni...