Nero corsaro

Tu del nero corsaro
spavaldi
drappo adorno
di resti ghignanti
e d'acredine spari
bordate
arrembando
l'afflosciato veliero.
Fionda in aria
rampino alla tolda
aggrappando
in balenio minaccioso
e d'uncino sinistro
è quel sibilo
che arpiona
un animo fiero.
Dona un ghigno
la benda sull'occhio
va a celar sotto al naso
il lampante
ed avanza sinistro quel tocco
che al legno
batte ...inquietante
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L'autore
Vivì
Cos’è una poesia se non un fiume di emozioni che sgorga dall’anima di chi la scrive e si riversa come una carezza nella mente di chi legge? Comporre versi su versi ispirati da un suono, il ticchettio della pioggia o il richiamo di un implume nel suo nido... il pianto o il sorriso di un bambino o quello di un perfetto
Commenti (1)
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Arelys Agostini17 ottobre 2011
Estupenda interpretación de uno de estos personajes que inspiraron tantas líricas y narraciones. Come escribía Byron en su poema -El Corsario-: "Del negro abismo de la mar profunda/ sobre las pardas ondas turbulentas, /son nuestros pensamientos como él" Apreciadísima.
