Tra profumo di spine e canti di cicale
Tappezzo d’inferno il mio tempo
vivo tra cuore e tormento
versando di memoria
il mio bicchiere ormai pieno
pensieri condannati al silenzio
mi urlano dentro
è un fremito interno
un lamento
è un sisma ribelle
il mio sguardo che corre
che narra il mio corpo
senz’occhi né risa
ma
m’inebrio di senso
quando ondulante è il ricordo
quando il desiderio si fa ingombro
penetrante di pelle
allora m’avvolgo
mi dipingo di riflessi caldi di luce
e la mia voce è la tua voce
rimbombante
che urla
che chiama il tuo nome
è questo il mio inferno
e tu sei meta ambiziosa
scateni la mia voglia di vita
spingi il mio incedere bendato
tra profumi di spine
e canti di cicale.
©
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L'autore
Turan
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