Empatico sorriso
estro non diede beltà
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Passo lento affaticato
nella carne floscia
nervi induriti
occhi spenti d'ammalato
vecchia vita moscia
occhi atterriti
sospiro presto ansimato
ritmo d'angoscia
legnosi riti
ricordo vago appannato
rugoso viso lascia
morire i miti.
Fredde uggiose invernali serate
umide ombre sfreccianti
nelle nebbie unte
traiettorie di pipistrelli intrecciate
ingoiano scintille volanti
aliti di vita consunte
su oscuro fiume squittiscono nelle vallate
storie passate lugubri canti
di scene riassunte
cane cieco con le orecchie tagliate
trascina curvo gli ultimi istanti
pagine unte e bisunte.
All'improvviso come raggio di luce
tra nuvoloni carchi di fortunali
il tuo sorriso colpisce
gli occhi riattiva il sangue produce
umori pregni di linfe vitali
l'anima china stupisce
rigurgita giovanili pensieri induce
folate tra gli alberi dei viali
dove musica nasce
all'ora dell'incontro l'ansia si riduce
scompare la folla di rivali
anche l'aria capisce.
Con fili d'amore corrente conduce
folgorante dai tuoi fanali
nel mio cuore finisce
qualsiasi parola interrompe la luce
spegne i momenti fatali
paura nutrisce
perdere per sempre il mio duce
la speme nei giorni infernali
se il corpo imputridisce
il tuo sorriso con ricamo d'oro cuce
su strappi dolorosi ancestrali
amorose tenere strisce.
©
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L'autore
estro non diede beltà
Se sei bravo puoi scoprire chi sono anagrammando il mio pseudonimo. Se non sei interessato è lo stesso. Un aiutino per chi vuole scoprirlo: L'Europa prega e lavora con sobrietà, mentre Parigi colta e mondana mostra del mio viso l'ambiguità, icona, della geniale creatività italiana.
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